Etichettare me stesso? Questa volta no.

Cosa ho scoperto sulla discriminazione sociale, sull'ADHD, sulle etichette. La CNV può costruire la pace.

Etichettare me stesso? Questa volta no.
Discriminazione sociale: il passero è solo.

Dare (e ricevere) delle etichette, alle cose (e ai comportamenti) che vediamo, per come siamo abituati noi umani, ci aiuta a comprendere la realtà. E crea: discriminazione sociale.

«Luigi è un pittore» non ci dice molte cose su Luigi, eppure questa sola parola ci permette di creare in noi diverse aspettative su Luigi. "Pittore" ci fa sentire più tranquilli, sappiamo di poter arrivare preparati ad un incontro con lui. Evitiamo lo spaesamento di poterci trovare a casa di Luigi senza sapere nemmeno chi è. E di etichette su di lui, su Luigi, prima di incontrarlo, ci piacerebbe averne molte.

Nel linguaggio giraffa le etichette esistono, e la comunicazione nonviolenta non ci dice che dare etichette è sbagliato. Quello che ci dice Marshall Rosenberg (l'inventore della CNV) è:

«Se ti va, prova a separare le tue valutazioni (le tue etichette) dalle tue osservazioni, da quello che osservi».

E questa è una differenza chiave.

Luigi porta in sé l'etichetta "pittore", ma per quel che ci riguarda potremmo osservare di averlo visto dipingere, oppure potremmo appuntarci di averlo sentito dire: «Buongiorno! Io sono un pittore!».

Proviamo ad allargare il campo ad alcune categorie sociali più facilmente oggetto di discriminazione. «Luca è musulmano».

Anche qui, una parola, e già ci sembra di sapere tutto. Ora possiamo credere di conoscere di Luca quello che mangia, come prega, cosa pensa della nostra società, il lavoro che fa, il quartiere della città in cui vive...

In giraffese preferiremmo dire «Ho sentito Luca rivolgersi ad Allah»: è un'osservazione, qualcosa a cui ho potuto assistere di persona.

Oppure posso osservare i miei pensieri: «Ma Luca ha il nome italiano, di un apostolo! Forse è un convertito all'Islam? Si cambierà nome? O è uno straniero che vuol diventare italiano?». E questi sono i pensieri miei, dicono molto di me; non dicono nulla di Luca.

In questa puntata sperimentiamo il linguaggio giraffa sui terreni di confine, dove c'è il rischio di discriminazione sociale. E partiamo, come al solito da un'esperienza personale.

Ho deciso di rendermi vulnerabile e di raccontarvi di me, del percorso mentale che mi ha attraversato negli ultimi mesi: «Preferisco darmi un'etichetta piuttosto caratterizzante, a tratti liberatoria, oppure no»? Nella fattispecie: «Io sono ADHD? I miei comportamenti hanno elementi di iperattività?». Dove c'è etichetta, c'è nero o bianco.

Guarda il video

Al termine della visione del video ti consiglierò anche un breve esercizio di approccio agli stessi fatti con osservazioni CNV e con valutazioni. Buona visione!

Etichettare me stesso e gli altri? Forse si o forse no. Ma non oggi.

Il backstage: l'esplorazione della differenza chiave fra osservazione e valutazione ha aperto in me le porte ad una riflessione sul significato della Comunicazione Nonviolenta, che mi ha portato ad ideare questa puntata. E ha a che fare con il motivo principale per il quale ho iniziato a dedicare alla CNV così tante risorse, a generare un sito, un podcast, e ad iniziare un corso di studi (il cammino per la certificazione come formatore) che durerà diversi anni.

Mi inizio ad accorgere con quanta forza lo strumento ideato da Rosenberg abbia il potenziale di prevenire (e gestire) i conflitti, e di costruire la pace.

«È musulmano». «È cristiano». «È gay». «È straniero».

Quattro etichette, zero informazioni sull'altro e molte su di me.

Nel video ho citato Alberto Capannini (Condivide la vita in Ucraina con le persone ad un passo dal fronte, fondatore del corpo di pace Operazione Colomba) :

«La risposta alla guerra non è la pace. È la costruzione di comunità».

Mi dico che la costruzione di comunità potrebbe iniziare da qui: «Noi vogliamo imparare a vedere le persone, pur rimanendo fra le persone», Marco.

Fine del tema sulla discriminazione sociale.

E l'amore che mi si muove dentro ora, nel rileggerlo, apre la strada al prossimo passo, oggetto dei prossimi video sulla CNV: quello delle emozioni e dei sentimenti.

Ti saluto proponendoti l'esercizio che ti avevo promesso, e che può esserti utile, come i precedenti, nel fissare il tema della puntata dentro di te, per potervi ritornare quando ti servirà. Eccolo a fine pagina! Da oggi ho pensato di riservare il gioco alle persone registrate di questo sito.

Per vederlo registrati e accedi (l'iscrizione è gratuita e cancellerò i tuoi dati quando vorrai, promesso!), perché così mi aiuterai nel costruire una rete di persone interessate a crescere nell'uso del linguaggio giraffa, per cambiare il mondo insieme.

=> Vuoi rivedere il podcast dalla prima puntata? Inizia da qui!

Osservare senza giudicare: così inizi a parlare in Giraffese!
Scopri cos’è l’osservazione nel Linguaggio Giraffa (CNV) di Marshall Rosenberg: come separare i fatti dai giudizi e comunicare in modo più autentico.

Ascolta il podcast dall'inizio: ecco la prima puntata

L'esercizio sul Linguaggio Giraffa