Osservare senza giudicare

L'"osservazione" è il primo passo della Comunicazione Nonviolenta.

Osservare senza giudicare
Osservare la realtà, registrando ciò che si vede come farebbe una videocamera

«Non mi ascolti mai.» «Sei sempre in ritardo.» «Sei egoista.» Queste frasi ci sono familiari. Le diciamo, le ascoltiamo, a volte le subiamo. Il problema è che, pur sembrando descrivere la realtà, contengono già un giudizio. E quando ci sentiamo giudicati, difficilmente restiamo disponibili ad ascoltare.

Il Linguaggio Giraffa, nella Comunicazione Nonviolenta, propone di partire da un punto diverso: osservare ciò che accade prima di interpretarlo.

Come abbiamo visto nelle prime puntate del podcast, l'osservazione è il primo dei quattro passi descritti da Marshall Rosenberg.

E già stare in questo può risultare molto difficile, soprattutto all'inizio! Perché costringe a rallentare, a distinguere i fatti dalle conclusioni che la nostra mente trae quasi automaticamente.

L'osservazione CNV, a cosa serve

L'osservazione è punto di partenza per:

  • formulare un'espressione onesta (il racconto di di come stiamo, di cosa è vivo in noi),
  • stare in ascolto empatico (scoperta di cosa sta vivendo ora il nostro interlocutore),
  • vivere un momento di autoempatia (scoprire cosa è vivo in noi stessi).

Come si fa

Rosenberg, nella fase di osservazione, propone di riportare i fatti e la realtà come li percepiamo con i nostri 5 sensi, separando nettamente questa nostra percezione dalle nostre valutazioni su di essa. Molto spesso nel nostro linguaggio abituale siamo infatti abituati a mescolare in vario modo la realtà con la nostra percezione personale dei fatti. «Prima sei stato proprio imprudente» è un esempio di osservazione mescolata a una valutazione. «Oggi pomeriggio ti ho visto attraversare la strada senza guardare sia destra che a sinistra», è invece una osservazione pura.

Le caratteristiche dell'osservazione CNV

Le principali caratteristiche di un' osservazione, in linguaggio giraffa, sono:

  • si riferisce ad un evento preciso, cioè descrive i fatti in maniera puntuale senza generalizzare;
  • è di tipo descrittivo: riporta ciò che una telecamera o un registratore potrebbero documentare, preferendo l'utilizzo di verbi che descrivono azioni osservabii;
  • è specifica e contestualizzata, può contenere elementi di luogo e di tempo (quando? dove? per quanto tempo?)
  • esprime quello che ho potuto osservare dal mio punto di vista: "ho sentito che", "ho visto che".

L'osservazione aprirà il processo al passo successivo, quello del racconto dei propri sentimenti che questo stimolo ha provocato in noi.

Osservare sé stessi

Nella prima puntata del videopocast abbiamo introdotto l'osservazione CNV, applicata in particolare a sé stessi: ecco al link un esempio di come possiamo valutare noi stessi, invece di osservare veramente come ci comportiamo in determinate occasioni.

In questa puntata abbiamo visto anche l'importanza di rimanere aperti al cambiamento: il linguaggio giraffa è dinamico, in movimento. Si differenzia dal linguaggio statico dei nostri giudizi.

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Gli esempi: osservazioni mescolate a valutazioni

Nella seconda puntata del pocast abbiamo visto un esempio di valutazione mescolata ad osservazione. È un caso tipico, che ci sembra cosa di poco conto e anche bella: vogliamo dire ad un bimbo quanto siamo contenti di un risultato ottenuto, finendo però per affibbiargli un giudizio.

A volte il giudizio può essere mascherato da locuzioni come "sempre", "mai", come ad esempio nella frase «Non ascolti mai!»

La breve puntata è un'occasione per cimentarci in un piccolo esercizio di riconoscimento delle osservazioni giraffa, per provare a distinguerle dalle nostre interpretazioni sciacalle.

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Mille modi per giudicare gli altri

Nel nostro linguaggio abituale, senza accorgercene, usiamo diversi strumenti per dire a noi stessi o agli altri cosa pensiamo di loro, come ci/li giudichiamo: possiamo etichettare, fare paragoni con altri, dare la colpa, insultare, umiliare, criticare o analizzare cosa succede. Ecco una puntata del videopocast in cui vedere un esempio concreto: un'etichetta appiccicata a sé stessi che ben esula dall'osservazione puntuale di un comportamento. E vedremo quali ne sono le conseguenze, e come potremmo fare per rimuoverla.

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