Educare i figli: come chiedere senza pretendere
Lattine in salotto, libri per terra e figli che non ascoltano. Come educare i figli? Prima di alzare la voce serve per rallentare: vediamo come passare dal nostro bisogno interiore alla strategia per attuarlo.
Lattine in salotto, libri per terra e figli che non ascoltano. Prima di alzare la voce serve per rallentare: vediamo come passare dal nostro bisogno interiore alla strategia per attuarlo.
Entro in casa dopo una giornata di lavoro. Sul tavolino la crosta di una pizza, due lattine aperte (mais e fagioli), un pacchetto di patatine. Per terra cinque o sei libri, qualche telecomando. I miei figli stanno continuando a giocare nell’altra stanza, e li sento allegri che ridono.
Non è la prima volta. «Ho dei bei figli che non ascoltano mai, neanche un po'», penso dentro di me.
L’ondata di rabbia mi sale dai piedi e arriva ai capelli. E allora ecco cosa decido: li carico in macchina, corro tante ore, attraverso la frontiera, li lascio lì, al buio lungo un fiume, in Ungheria e torno a casa. Salotto vuoto, silenzio, problema risolto.
Se ci è capitato (magari con una fantasia più sobria), siamo in buona compagnia.
Educare i figli non è un mestiere che ci hanno insegnato, e educare senza urlare è difficile proprio in momenti come questo. I consigli per i genitori di solito dicono cosa fare dopo. Qui partiamo da prima: da come parlare ai figli quando la rabbia è già arrivata ai capelli. E c’è un modo per usare bene anche quella fantasia.
Guarda la puntata: dal bisogno alla richiesta nel Linguaggio Giraffa

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Come trovare una strategia con i figli: cinque ambiti
Alcune strategie che spesso tentiamo nell'approcciare ai figli, nel nostro linguaggio abituale, sono quelle del ricatto o dello sfruttamento del senso di colpa. Per trovare un'alternativa prima di tutto può essere utile rallentare. Fermarsi un attimo, ascoltare noi stessi e il nostro ragazzo.
Prendiamo poi carta e penna e facciamo un elenco, senza filtri:
- Qual è il mio sogno selvaggio? Cosa vorremmo che accadesse adesso, e cosa potremmo fare per realizzarlo a qualunque costo? (Io li avrei abbandonati lungo un fiume!)
- Cos'altro possiamo chiedere a noi stessi per prenderci cura noi del nostro bisogno? Rispetto alla questione in cantiere, ma forse anche ad altro.
- Cos'altro potrei chiedere all'altro (al figlio o ai figli)?
- Cosa potrei chiedere a terzi? Chi potrebbe darci una mano e come?
- Cosa potrei chiedere all'Universo? A livello spirituale come potrei muovermi?
Più cose scriviamo, meglio è. L'elenco serve ad allargare lo sguardo, non a scegliere ora.
«Ho un sogno selvaggio»
Sfoghiamo la nostra rabbia, il nostro impulso, senza rompere la relazione con i nostri figli. Guardiamo il nostro sogno selvaggio dentro di noi: quella cosa irraccontabile che vorremmo accadesse adesso per soddisfare il nostro bisogno. Il nostro sogno selvaggio non va per forza realizzato, ma è importante vederlo.
Il nostro sogno selvaggio ci parla dei nostri bisogni inascoltati più forti che abbiamo dentro di noi: quali sono? Di cosa ho bisogno adesso?

Per approfondire: come vedere i propri bisogni e come prendersene cura.
Una volta scritto sul foglio, il sogno smette di fare rumore, e possiamo vedere con maggior chiarezza quello che ci sta a cuore.
Hai pronto il tuo foglio? È il punto da cui partire per individuare la nostra richiesta.
La richiesta nel Linguaggio Giraffa: il più piccolo passo possibile
Rileggiamo ora il nostro elenco, e cerchiamo il gesto minimo che siamo disposti a fare: è quello che costa meno, che ci mette in movimento adesso. Non stiamo cercando il piano perfetto.
Prima di mettere in pratica quello che abbiamo scoperto, però, domandiamoci: sarei disponibile a ricevere un no?
E se il salotto resta com'è?
Se i nostri figli quel salotto proprio non lo sistemano, possiamo provare a connetterci con il fatto che in loro c'è un bisogno importante di cui si stanno prendendo cura, non sistemandolo, come abbiamo visto nella puntata su questo tema.
Nel momento in cui avremo capito il loro bisogno, e ascoltato il nostro, saremo più disponibili nel trovare strategie che possano rispondere al bisogno di tutti.
Io, alla fine, non ho abbandonato i miei figli lungo nessun fiume. Ma da quel fiume, da quell'oscurità, ho scoperto qualcosa di vero su di me: ho un grande bisogno di bellezza, di quiete, di armonia. E ho mille modi in cui me ne posso prendere cura ogni giorno.
Richiesta o pretesa? l'esercizio sul linguaggio giraffa
Tutto chiaro? Per aiutarti a verificare se dentro di te è ben chiaro di cosa si parla quando si tratta di rivolgere in maniera nonviolenta una richiesta ai figli, ti condivido questo esercizio. Buon divertimento!
Poi, raccontaci com'è andata, nei commenti alla pagina, registrandoti sul sito! Raccontaci il tuo sogno selvaggio, se ti va: certo, promettiamo di non giudicarlo.
Scopri il linguaggio giraffa, ascolta il podcast dall'inizio.

Ascolta il podcast dalla prima puntata


