Pace interiore: costruirla con una richiesta

La pace interiore non è l'assenza di emozioni forti — è saperle riconoscere, e rispondere loro con un gesto concreto. La richiesta è il quarto passo della Comunicazione Nonviolenta.

Uomo e donna sorridono sotto ad un albero giocando con una farfalla
La pace interiore può essere condivisa

Quando dentro di me pensavo di essere pieno di energia — quasi troppa — e la chiamavo "agitazione" in realtà non mi stavo rendendo conto di stare provando gioia, a mascherare la mia pace interiore. Dal quel dire "sono elettrico, esplosivo", al pensarmi iperattivo, per poi arrivare al riconscermi felice, quello è stato il passaggio di consapevolezza di un secondo.

Mi viene da pensare: quante volte con i nostri pensieri ci etichettiamo e ci impediamo di volare, o peggio, etichettiamo dei bambini, e li allontaniamo o ci allontaniamo dalla verità espressa dai nostri sentimenti?

Perché non tutto quello che pensiamo di sentire nel corpo è un sentimento. A volte leggiamo il pensiero, quello che pensiamo di essere.

La nuova puntata del podcast di Giraffiamo è dedicata alle richieste del Linguaggio giraffa; racconta come la scoperta della mia pace interiore, racchiusa in me, mi abbia portato al desiderio grande di condividere la riflessione con il maggior numero di persone possibili. Ed è questa la richiesta che mi sono fatto.

Ora lo chiedo a te: condividi questo articolo con le persone cui vuoi bene. Ecco la puntata.

Giraffiamo, guarda la puntata 10 del videopodcast, sulla felicità e la pace interiore

La chiamavo agitazione, invece eccola lì, era felicità.
Giraffiamo · Episode

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Costruire la pace interiore attraverso la tua richiesta

La Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosemberg ci propone un percorso in 4 passi per arrivare alla costruzione della pace nella relazione con gli altri e alla pace interiore nella relazione con sé stessi.

Dopo l'osservazione della realtà, l'espressione dei sentimenti e l'individuazione dei propri bisogni, il Linguaggio giraffa propone un quarto passo: la richiesta. È il momento in cui tutto diventa possibile. Consiste nel portare a sé stessi, agli altri, a Dio o all'Universo una richiesta chiara, concreta, piccola, fattibile adesso, per la quale siamo disponibili a ricevere un NO.

Di solito pensiamo alla richiesta come a uno strumento per riparare qualcosa che manca: chiedo perché ho bisogno di qualcosa che non ho. Ma come abbiamo visto c'è un altro uso possibile della richiesta, meno raccontato: quello che nasce non da una mancanza, ma da una pienezza. La richiesta che portiamo quando i nostri bisogni sono soddisfatti. Quando incontriamo la gratitudine dentro di noi.

Chiedere per onorare

Quando un bisogno è già nutrito — di libertà, di creatività, di relazione, di senso — la richiesta può onorare quello che c'è. Può essere piccola, rivolta a noi stessi:

  • possiamo chiedere a noi stessi di fermarsi un istante, a godersi il momento;
  • possiamo chiederci di entrare in relazione con l'altro, per condividere il bello che abbiamo scoperto.
  • possiamo lasciare spazio all'energia positiva che abbiamo scoperto dentro di noi, per trovare una forma di espressione nuova, arrivando a compiere un'azione concreta, reale, esteriore.

Si entra in connessione con la propria pace interiore: non siamo nell'assenza di emozioni forti, ma nella capacità di riconoscerle per quello che sono — e di rispondere loro con un gesto concreto, piuttosto che (come il nostro linguaggio abituale ci ha abituati) con un giudizio del tipo "sono troppo carico", "dovrei calmarmi".

Ma possiamo anche pensare a richieste rivolte ad altri:

  • potremmo chiedere «Saresti disposto ad ascoltarmi per un momento in silenzio?»
  • «avresti voglia di celebrare un momento di gioria con me»?

Oppure, rivolti all'infinito tutto:

  • «Apro il mio cuore alla bellezza che c'è in me, colmo di gioia e di gratitudine nella mia pace, provo il desiderio di sciogliermi in tutte le cose e di lasciarmi andare». O come preferisci tu.

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Il podcast: inizia da qui per imparare a parlare in Giraffese!
Scopri cos’è l’osservazione nel Linguaggio Giraffa (CNV) di Marshall Rosenberg: come separare i fatti dai giudizi e comunicare in modo più autentico.