Bisogni e strategie: qual è la differenza nel linguaggio giraffa
Perché a volte ci arrabbiamo per qualcosa che non ci riguarda nemmeno? La distinzione fra bisogni e strategie, terzo passo del linguaggio giraffa, spiegata a partire da un parcheggio conteso.
Bisogni e strategie non sono la stessa cosa — anche se nel linguaggio comune finiscono spesso per confondersi. Nella nuova puntata del podcast, che apre al tema del terzo passo del linguaggio giraffa, partiamo da un piccolo episodio quotidiano — un parcheggio conteso — per capire perché questa distinzione, in pratica, cambia il modo in cui affrontiamo un conflitto.
Il terzo passo: una differenza chiave
Nei primi due passi del linguaggio giraffa abbiamo imparato a osservare senza giudicare e ad ascoltare sentimenti ed emozioni. Il terzo passo ci porta più a fondo: cosa sta cercando, davvero, la persona che abbiamo davanti — e cosa stiamo cercando noi. Qui ci fermiamo su una distinzione: quella fra bisogni e strategie.
Bisogno o strategia? Un esempio concreto
In questa puntata del podcast partiamo da un esempio concreto, realmente successo: una suocera che, alla finestra, guarda con disappunto l'auto di un vicino, parcheggiata nello spazio privato di un altro condominio — non il suo. «Guarda quello come parcheggia!». Una condanna abituale che possiamo dare alle azioni degli altri: a chi di noi non è mai capitato di esprimere un giudizio perentorio, categorico, su cosa è giusto e cosa è sbagliato?
Ecco di seguito la prima puntata del videopodcast di Giraffiamo sul tema della distinzione fra strategie e bisogni.
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Vale la pena fermarsi proprio su questo dettaglio: la suocera se l'è presa per uno spazio che non la riguardava. Eppure si era sentita coinvolta lo stesso.
Forse stava entrando in contatto con un bisogno di ordine, di rispetto delle regole — magari perfino di giustizia, per un vicino che nemmeno conosceva.
E il vicino? Probabilmente cercava solo un po' di semplicità, un posto dove lasciare l'auto quando tutti gli altri erano occupati. Ma forse, dietro, cercava anche qualcosa di più umano: sostegno, vicinanza, la sensazione che qualcun altro, in quel momento, gli stesse dando una mano.
Due bisogni diversi, ma nessuno dei due nega l'altro: ordine e semplicità possono convivere benissimo. A scontrarsi sono le strategie: giudicare dalla finestra, parcheggiare dove si trova posto.
Impara a distinguere i tuoi bisogni dalle tue strategie preferite, ecco l'esercizio!
La differenza fra bisogni e strategie
Qui si annida la confusione più frequente. Un bisogno è ciò che cerchiamo in profondità — ordine, rispetto, appartenenza.
Una strategia indica piuttosto cosa possiamo fare per prenderci cura di quel bisogno: quando compiamo un'azione concreta, una scelta specifica, stiamo attuando una strategia per prenderci cura di un bisogno.
Lo stesso bisogno può avere infinite strategie. Se diciamo "Devi chiamarmi ogni sera", stiamo proponendo una strategia — ma sotto, probabilmente, c'è un bisogno di vicinanza, che potrebbe essere soddisfatto anche in altri modi: un messaggio, una foto, cinque minuti prima di dormire.
| Bisogno | Strategia | |
|---|---|---|
| Com'è | Generale, astratto | Concreta, specifica |
| Di chi è | Comune a tutti | Personale, dipende dal momento |
| Quante | Poche, universali | Infinite per lo stesso bisogno |
| Esempio | Vicinanza | "Devi chiamarmi ogni sera" |
Riconoscere i bisogni, propri e altrui, è il primo passo per costruire un dialogo invece che uno scontro. Restare nel giudizio — chi ha ragione, chi ha sbagliato — chiude la conversazione.
Tornare al bisogno riapre la conversazione, e da lì possono nascere soluzioni (strategie) nuove, condivise: "La prossima volta suonami, che ti aiuto a fare manovra!".
E questo apre la strada all'ultimo passo previsto dal Linguaggio Giraffa: l'espressione delle richieste, che verrà affrontata nelle successive puntate del podcast.
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